Luis Barragán: architetture di luce e colore

Tetto-terrazza della Casa Studio Luis Barragàn
Ho l’impressione che in Italia non si parli abbastanza di Luis Barragán, grande protagonista dell’architettura messicana del XX secolo, le cui opere costituiscono un capolavoro unico in termini di luce, colore e materia. Dopo un breve periodo di adesione all’International Style egli se ne discosta, per dedicarsi ad atmosfere più surreali e a forme più astratte. Barragán era un grande estimatore di De Chirico, come dimostra il tetto-terrazza della sua Casa Studio, esplicito omaggio all’artista. Protagonista assoluta delle sue architetture è la luce. Non si può però parlare di luce in Barragán senza associarla al colore. Il binomio luce-colore, infatti, trova nell’architetto la massima espressione dell’attenzione messicana al rapporto tra natura e artificio, tra l’architettura e l’ambiente circostante. Questo si esprime soprattutto nei punti di raccordo tra interno ed esterno, ed in particolare nelle schermature delle finestre. La luce messicana è molto intensa e per questo motivo l’architetto fa spesso uso di vari strati di tendaggi, da quelli più leggeri a veri e propri drappi pesanti, in modo da consentire di scegliere il grado di intensità di luce da far penetrare all’interno. Oltre a lavorare su questi livelli di intensità, egli pensa accuratamente anche alla quantità di luce da lasciar filtrare, progettando apposite persiane scomponibili in diverse configurazioni o dotando i serramenti di ganci che consentono di applicare alla finestra uno schermo in tessuto o pelle. Nel prossimo articolo parleremo di un esempio concreto: le finestre della Casa Studio Luis Barragán.











